Il canale ufficiale della Polizia di Stato
#poliziadistato #essercisempre
Информация о канале обновлена 19.11.2025.
Il canale ufficiale della Polizia di Stato
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Nel corso dell’operazione Jad mobile promossa dall’agenzia europea Frontex, volta al contrasto del traffico illecito di veicoli e giunta alla sua ottava edizione, che ha visto il coinvolgimento oltre a Europol e Interpol delle Forze di polizia di 17 paesi dell’Unione e altri otto Stati, in Italia sono stati schierati i poliziotti della Stradale.Gli specialisti della Stradale, in 12 giorni di operazione, hanno operato lungo le principali arterie stradali e autostradali di accesso alle frontiere terrestri e marittime della penisola, oltre ad autodemolitori e officine meccaniche.L’operazione ha avuto lo scopo principale di intercettare mezzi rubati o riciclati e veicoli in leasing e a noleggio sempre più oggetto di appropriazione indebita ed esportazione illegale.In particolare sono stati controllati oltre 5mila veicoli e 5.400 persone, 20 delle quali sono state arrestate e 47 denunciate in stato di libertà per diversi reati; sono stati, inoltre, sequestrati 124 veicoli o parte di essi risultati rubati o riciclati, 32 chilogrammi di sostanze stupefacenti e 8.500 chili di merci e tabacchi lavorati all’estero e oggetto di contrabbando.I controlli degli agenti hanno interrotto, inoltre, altre tipologie di reati legate al traffico di stupefacenti, alla contraffazione di merci e all’immigrazione clandestina. Alessio Evangelista
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Operazione Jad Mobile 8: Polizia stradale in azione da poliziadistato
Operazione Jad Mobile 8: Polizia stradale in azione
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In una ricorrenza che unisce memoria, identità e futuro, è stato celebrato oggi il trentennale della Prefettura e della Questura di Lodi con una cerimonia presso la Sala dei Comuni del palazzo della Provincia, alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, del presidente del Copasir Lorenzo Guerini e del capo della Polizia Vittorio Pisani.L’evento rappresenta per la comunità lodigiana un momento dal forte valore simbolico per il ruolo essenziale che Prefettura e Questura hanno svolto negli ultimi trent’anni nel garantire sicurezza, legalità e vicinanza ai cittadini.L’inizio della cerimonia è stato scandito dall’esecuzione dell’inno di Mameli, prima della proiezione di un video celebrativo del trentennale e di un breve dialogo teatrale in cui i due attori, interpretando i ruoli del dirigente della Squadra mobile della Questura e del capo di Gabinetto della prefettura, restituiscono l’impegno quotidiano delle due istituzioni.Nel suo intervento, il prefetto Pisani ha ringraziato chi, trent'anni fa, ha contributo a rendere possibile la trasformazione da commissariato di pubblica sicurezza a Questura, ricordando come la Polizia sia presente in provincia dai primi del '900 con un comando delle Guardie di Pubblica sicurezza. Infine, il Capo della Polizia ha rivolto parole di elogio ai sindaci della provincia presenti in platea invitandoli a far visitare la mostra alle scolaresche per condividere i valori della Polizia di Stato con gli adulti di domaniSul palco si sono poi alternati gli interventi delle altre autorità presenti, dal Prefetto, al Questore, dal presidente della Provincia, al Sindaco, fino al Presidente del Copasir, con, in chiusura, quello del Ministro dell’Interno.La celebrazione si è conclusa nel cortile del palazzo della Provincia con il taglio del nastro della mostra “La verità nelle tracce. Oltre 120 anni di Polizia scientifica”, un allestimento multimediale che racconta la storia e l’evoluzione degli specialisti della Polizia di Stato.Promossa dalla Polizia di Stato e organizzata dal Gabinetto di polizia scientifica Lombardia, l’esposizione sarà visitabile gratuitamente dal 14 al 26 novembre nel cortile San Domenico.Accompagnati dalla voce narrante del giornalista Gianluigi Nuzzi la mostra guida il visitatore in un percorso immersivo in cui poter ascoltare, leggere, comprendere e apprezzare le attività della Scientifica. Sette ambienti dedicati ciascuno a una disciplina: dalle origini del fotosegnalamento con le “gemelle Ellero”, all’identificazione dattiloscopica, dalle riprese in ordine pubblico alla scena del crimine, fino alle analisi genetiche, alla digital forensics e alle moderne tecniche di ricostruzione 3D.Particolarmente suggestiva la sezione dedicata alla ricostruzione del volto del pittore Lorenzo Lotto e quella relativa alla ricostruzione 3D della scena del crimine, con contributi forniti anche alle indagini della Commissione parlamentare sul caso Moro.Alla fine del percorso, il visitatore ha davvero la sensazione di aver condiviso lo sguardo e gli strumenti degli specialisti della Polizia scientifica. La mostra, infatti, invita a entrare nel loro mondo, a comprenderne i ragionamenti e ad avvicinarsi alla complessità delle discipline forensi.Attraverso tecniche, storie e testimonianze, la mostra si propone come un tributo alla cultura della legalità e al ruolo della Polizia Scientifica nella storia giudiziaria italiana. Alessio Evangelista
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Ordini via social, sim fittizie per eludere i controlli e consegne rapide con auto a noleggio: così due fratelli residenti a Roma avevano messo in piedi un efficiente servizio “delivery” della cocaina nel cuore della capitale ma sono stati arrestati dai poliziotti del commissariato Trevi Campo Marzio.Il business familiare è crollato quando uno di loro è stato sorpreso dagli agenti nel pieno di una delle consegne programmate per la serata.Bloccato subito dopo lo scambio droga-denaro, il giovane aveva addosso alcune dosi di cocaina, circa 700 euro in contanti e due cellulari, di cui uno dedicato alla gestione degli ordini.La successiva perquisizione domiciliare ha consentito di rintracciare il complice consanguineo e di sequestrare ulteriore droga, oltre a materiale per il confezionamento ed un bilancino di precisione ancora intriso di residui di “polvere bianca”.Le indagini hanno permesso di ricostruire un sistema di spaccio strutturato, gestito attraverso una sorta di “sala operativa” che riceveva ordinazioni di droga via social network o tramite piattaforme di messaggistica istantaneaDalla centrale venivano poi impartite istruzioni precise ai corrieri – veri e propri “riders” della cocaina – che effettuavano le consegne a bordo di mezzi propri o auto a noleggio, soprattutto nelle ore serali e notturne, nelle zone più frequentate della movida capitolina.Per eludere i controlli, i pusher utilizzavano schede sim intestate a nomi fittizi e, una volta terminato il “giro di consegne”, prima di rifornirsi di nuove dosi, affidavano a loro volta il danaro incassato a terzi, così da non rischiare di perdere il profitto in caso di arresto.I due fratelli, un ventisettenne e un trentenne di origine ecuadoregna, sono stati arrestati per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
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